Da dove nasce la scelta del logo.

Progetto di Prevenzione Primaria per la tutela di minori da violenze ed abusi extra-familiari ed intra-familiari.

 

 

Pur essendo il bambino il protagonista attivo ed assoluto del nostro lavoro, la scelta di non rappresentarlo graficamente nasce dal desiderio di preservarlo dalla generalizzazione di un'immagine stilizzata senza identità e senza storia.  

Desideriamo invece sottolineare come la concretezza e realizzazione di obiettivi comuni, acquistino forza e valore se condivisi ed aperti alla collaborazione.  

Dimostrare come la solidarietà e responsabilità comune da parte del mondo adulto, possa riportare il valore dell'infanzia al suo intrinseco significato biologico, morale e spirituale: I bambini sono il futuro dell'umanità, del mondo e della vita.

I bambini sono persone con potenzialità e risorse di inestimabile valore ed a cui va garantito l'inviolabile diritto di vivere e crescere felici. 

Una cultura della pace, della solidarietà, della collaborazione, ed il rispetto assoluto dell'infanzia, sono l'unica prospettiva a cui guardare per un mondo e futuro migliore, per tutti.

Perchè il titolo "DALLA PARTE DEI BAMBINI"

Essere dalla parte dei bambini non significa essere contro gli adulti, ma porre i bisogni, il benessere, la tutela dei bambini al di sopra e prima di ogni altra cosa o questione.

 

Essere dalla parte dei bambini significa, ed ha significato sin dalla prima azione di programmazione, pianificare ogni attività ed intervento proiettandoci al massimo rispetto delle tappe evolutive (psicologiche e cognitive) dei bambini, consapevoli delle variegate differenze etniche, sociali, culturali, religiose. 

Essere dalla parte dei bambini è la necessità “imperativa” di coinvolgerli, informarli e formarli sui potenziali pericoli o reali pericoli e l'abuso, senza ferire la condizione personale e la sensibilità di quei bambini che, presenti nel gruppo, possono esserne vittime silenziose. 

Essere dalla parte dei bambini significa operare riconoscendo il bambino come persona e garantendogli spazi di espressione, dialogo, accoglimento, valorizzazione e rafforzamento di potenzialità e risorse, oltre che il rispetto dei suoi inviolabili diritti di cura e tutela. Il bambino come soggetto attivo, partecipe, consapevole e responsabile e non, soggetto/oggetto passivo dell'intervento adulto. 

Questo nostro modo di pensare, intendere e condividere con il bambino, non ci trasforma in bambini, ma ci fa essere DALLA PARTE DEI BAMBINI.

Perchè i bambini... perchè in classe.

Scelta strategica!.

Dalle medie statistiche risulta essere, la fascia d’età da noi prescelta (5/10 anni) quella particolarmente a rischio rispetto ai fenomeni di abuso. Il grado di sviluppo psicologico, cognitivo ed esperienziale dei bambini in tale fascia d’età rappresentano un motivo di rischio e fragilità in quanto non sono ancora sufficientemente sviluppati i concetti ed i metodi per far valere ed applicare il diritto alla difesa ed autodifesa personale. Il bambino ha spesso, purtroppo e per assurdo, rispetto al problema abuso, un ruolo ed un peso marginale nel contesto e dialogo familiare e sociale.    

Nella scuola: coinvolgimento diretto di figure di riferimento molto importanti per il bambino: Le/gli insegnanti. Figure culturalmente e professionalmente sensibili al problema e spesso con rapporti affettivi importanti con il bambino. Elementi questi, strategici che possono essere ulteriormente potenziati ed orientati consapevolmente per salvaguardare ed educare il bambino rispetto all’abuso. Divenire efficaci strumenti di monitoraggio e riscontro. La scuola rappresenta spesso il punto di raccordo più significativo delle realtà sociali del bambino e della sua famiglia.
 
La scuola come luogo propositivo e di garanzia per la formazione in ambito della prevenzione.   Genitori poco inclini alla cultura della prevenzione, non sensibili al problema abuso, o con personali resistenze ad affrontare alcune problematiche o tematiche con i propri figli, non si impegneranno mai a far si che essi, al di fuori di una attività didattica, frequenti un Corso di Prevenzione e Sicurezza.
 
Proporre il nostro progetto "Dalla parte dei bambini" in ambito scolastico, risolve e/o raggira tutte queste casistiche sollevando, o, assolvendo i genitori rispetto ad una necessità così strategica per la serenità dei loro figli.    Nei casi poi di abuso con Condotta Attiva o Omissiva o Assistita, mai, i genitori si esporrebbero facendo partecipare i loro figli ad un Corso sulla Prevenzione e Sicurezza. Operando nella scuola diamo a tutti i bambini una possibilità in più ed anche dove i bambini fossero puntualmente assenti da attività specifiche sull’argomento potrebbe, tale circostanza, divenire un campanello di allarme.
 
La scuola, ancora come luogo di prevenzione e tutela: Alcune attività del progetto “Dalla parte dei bambini” hanno l’obiettivo di tutelare i bambini durante il tragitto tra casa/scuola, scuola/casa e garantire la loro sicurezza fuori dalla scuola (durante l’attesa di entrare a scuola o attendere il pullman ed i propri genitori). Attività con il forte intento di scoraggiare la presenza di esibizionisti, molestatori, pedofili.
 
Rivalutazione della Scuola: Come ultima considerazione, e non certo per ordine di importanza, l’adesione da parte della scuola ad un progetto di prevenzione sull'abuso, violenza, pedofilia, favorisce una sua rivalutazione dell’operatività, grado di responsabilità e sensibilità rispetto ai comunicati dei Mass Media, sommari e troppo generici dove, a causa di alcuni, l’istituzione scolastica e/o le/gli insegnanti vengono indistintamente trasfigurati in “Orchi ed Orchesse”.

Punti chiave e di forza del Progetto "Dalla parte dei bambini".

Il progetto risponde alle caratteristiche che nel loro insieme lo distinguono dai progetti sino ad ora appositamente studiati e offerti sul nostro territorio. Cinque punti chiave, lo rendono diversamente efficace.

A) IL BAMBINO COME PROTAGONISTA ASSOLUTO E PROTAGONISTA ATTIVO. Il Progetto nella sua metodologia e nei suoi strumenti, realizza una costante comunicazione interattiva con il bambino, affinchè siano le sue reali necessità e competenze a costruire nel tempo interventi specifici.

 
B) IL PROGETTO NON E’ A TERMINE. Esso si sviluppa nel tempo e si perfeziona divenendo una realtà sempre presente che accompagna il bambino dentro e fuori l'ambito scolastico, coinvolgendo, in tale continuità di presenza, tutte le figure di riferimento importanti per il suo sviluppo.
 
C) La nostra Associazione CuorGeneroso o.n.l.u.s. fornisce ad insegnanti e genitori, Orientamento Psicologico e Legale, l'equipe opera infatti, attraverso l'intervento di figure professionali specifiche; si avvale delle risorse presenti sul territorio; collabora con le Istituzioni.
 
D) “DALLA PARTE DEI BAMBINI” si esplica attraverso una serie di proposte le quali consentono L’ANALISI DEI RISCONTRI ED IL MONITORAGGIO COSTANTE DELLE SINGOLE SITUAZIONI che interessano il nostro campo di intervento.
 
E) LA TIPOLOGIA DI COMUNICAZIONE con cui ci si relaziona ai diversi destinatari (adulti compresi), non passa attraverso notizie o immagini forti e/o scioocanti. Riteniamo infatti che una comunicazione troppo forte o aggressiva sia, per quanto immediata, una forma di coercizione e violenza, rispetto alla sensibilità ed esperienza di ognuno. Siamo convinti che per creare una cultura del rispetto, della responsabilità e del buon senso, siano necessari elementi quali coerenza (su più livelli) ed una forma comunicativa che valorizzi le risorse a disposizione della comunità quanto dei singoli individui.
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